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Messaggioda MarioBros » 30/12/2009, 14:38

MENO MALE CHE CI SEI

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Genere: Sentimentale
Titolo originale: Meno male che ci sei
Nazione: Italia
Anno produzione: 2009
Regia: Luis Prieto
Cast: Claudia Gerini, Chiara Martegiani, Alessandro Sperduti, Stefania Sandrelli, Guido Caprino, Marco Giallini
Produzione: Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini, Marco Chimenz, Cattleya
Distribuzione: Universal Pictures Italia
Sceneggiatura: Maria Daniela Raineri, Federica Pontremoli

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ATTENZIONE :





Meno male che ci sei… o forse no?!?
I genitori di Allegra (Chiara Martegiani) muoiono in un incidente aereo. Il mondo crolla addosso alla ragazza quasi maggiorenne, la quale trova consolazione nell’amore di Gabriele (Alessandro Sperduti) e nell’amicizia con l’amante del padre, Luisa (Claudia Gerini), che la accoglie in casa sua come una figlia. Sarà l’ingenuità di sentimenti semplici e naif a guidare i destini delle due donne, intrecciati per sempre dalla perdita comune…

Che cosa ho fatto io per meritare questo…
Ma Almodovar rimane solo nelle parole di Prieto in conferenza stampa, purtroppo. È ufficialmente iniziato il periodo più difficile, qualitativamente parlando, per il cinema in Italia: tra Amore 14, comici improvvisati attori protagonisti e cine-panettoni prossimi venturi, il tintinnio delle campanelle natalizie sarà sostituito dalla cassa sonante del meno poetico box office. La regola dei prodotti mediocri con incassi da capogiro ogni inverno induce di nuovo nella tentazione illusoria di assistere a qualcosa di migliore rispetto all’anno precedente, ma è una speranza puntualmente disattesa. Meno male che ci sei non è l’eccezione, ma purtroppo conferma ugualmente la regola.
La trasposizione in sceneggiatura per il cinema del romanzo omonimo, curata dalla stessa autrice del libro Maria Daniela Ranieri, viene affidata alla regia di un poco convincente Luis Prieto, il cui successo è dovuto a un altro teen movie, Ho voglia di te, sempre tratto da un romanzo, e che mostra tutti i suoi limiti professionali (soprattutto di forma, quando propone una panoramica di 180° dei tetti di Roma interamente fuori fuoco – e fuori logica – o inquadrature patinate di baci rubati).
La trama è infarcita di tutto ciò che possa essere facilmente identificato come elemento deviante e sconvolgente per un’adolescente di oggi: si pecca qua e là di qualunquismo e si rimane vittime di luoghi comuni e vicende tragiche fin troppo abusate. Dopotutto, la storia di un(a) giovane normale, con una vita senza colpi di testa né emozioni (o comunque poco manifeste) e una condotta lineare, non è abbastanza interessante per il pubblico da botteghino facile e lacrima artificiale, ma segnerebbe di certo una svolta originale e apprezzata…
L’apoteosi dell’ipocrisia sta proprio nella rivendicazione – forte – da parte della storia di appartenere alla lunga schiera di romanzi prima, e film poi, di “formazione”, ma sarebbe più adatto parlare di “mal-formazione”: solitudini adolescenziali provocate da amicizie aleatorie e volatili, come i gas di un tessuto sociale (la scuola italiana) in disgregazione. Tornano alla mente come metro di paragone – a cui Meno male che ci sei non arriva nemmeno nelle intenzioni – gli scarsamente considerati Caterina va in città e Charlie Bartlett (l’elenco potrebbe essere arricchito in maniera consistente), perduti nei meandri di una produzione poco attenta e di una distribuzione altrettanto fallace.
Che tipo di prospettiva è riservata al personaggio di Allegra, un nome di cui il destino sembra ironicamente prendersi gioco, vittima di una diffusa esasperazione dei comportamenti (in contesti sia familiari che scolastici) e del dilagante malcostume di certi ambienti scolastici? Troppo funesta per avere una parvenza, anche minima, di realismo. L’interpretazione della esordiente Chiara Martegiani risulta spesso sopra le righe e poco verosimile, non riuscendo a trasmettere appieno l’ondata di emozioni e volubilità di cui dovrebbe essere soggetta un’adolesente nella situazione in cui si viene a trovare la protagonista. Claudia Gerini perde credibilità lungo l’arco del film, dopo un inizio tutto sommato buono nella parte dell’amante innamorata e con la testa fra le nuvole.
Passa così in secondo piano l’intrico di relazioni, costituito da solitudini che solo casualmente s’incontrano; nonché la riduzione della figura maschile a inutile comparsa, elemento fedifrago e inaffidabile in uno scenario consegnato interamente alla gestione dei personaggi femminili.
Un film pieno di camei pubblicitari, fra torte e budini Cameo appunto, che spopolerà tra gli adolescenti, ma restituirà un’immagine falsata ed estremizzata della generazione dei giovani d’oggi.
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